{"id":119,"date":"2011-11-17T01:27:57","date_gmt":"2011-11-17T00:27:57","guid":{"rendered":"http:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/?p=119"},"modified":"2011-12-21T01:34:20","modified_gmt":"2011-12-21T00:34:20","slug":"occupy-parade-17-11-2011-una-giornata-da-rivendicare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/?p=119","title":{"rendered":"OCCUPY PARADE: 17-11-2011 una giornata da rivendicare!"},"content":{"rendered":"<p><strong>Gioved\u00ec 17 novembre in occasione dell\u2019 International students day, \u201cOCCUPY URBINO\u201d ha rilanciato la lotta con una giornata di mobilitazione per le vie della citt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/files\/2011\/12\/392929_311209328906461_100000521889775_1229072_1807550425_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-120\" src=\"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/files\/2011\/12\/392929_311209328906461_100000521889775_1229072_1807550425_n.jpg\" alt=\"\" width=\"538\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/files\/2011\/12\/392929_311209328906461_100000521889775_1229072_1807550425_n.jpg 960w, https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/files\/2011\/12\/392929_311209328906461_100000521889775_1229072_1807550425_n-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 538px) 100vw, 538px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La giornata \u00e8 cominciata con<strong>\u00a0un&#8217; incursione delle studentesse e degli studenti al \u201cCareer day\u201d\u00a0<\/strong>nel tentativo di smascherarne la reale funzione, ovvero la sponsorizzazione del precariato dentro l\u2019Universit\u00e0.\u00a0 Le aziende all\u2019interno dell\u2019Universit\u00e0, autorizzate a raccogliere curricula, per fantomatiche carriere professionali che si rivelano poi, drammaticamente, offerte di stage e praticantati non retribuiti e non garantiti da alcun diritto sindacale. Nei volantini distribuiti nell\u2019 \u201cAula Rossa\u201d della facolt\u00e0 di Economia si ribadiva il<strong>\u00a0netto rifiuto ad una gestione aziendalistica dell\u2019Universit\u00e0 pubblica e alla precarizzazione di un\u2019intera generazione<\/strong>. Il rettore Stefano Pivato ed il presidente dell\u2019Ersu, Giancarlo Sacchi, sono andati via al nostro arrivo, evidentemente temendo di essere smentiti pubblicamente riguardo alle false dichiarazioni di questi ultimi mesi su borse di studio e offerta formativa.<\/p>\n<p>Alle 16:30 \u00e8 partito<strong>\u00a0il concentramento in piazza della Repubblica, occupata da una settimana<\/strong>, ormai luogo di partecipazione e di rivendicazione di spazi e diritti, in attesa di muoverci per la\u00a0<strong>\u201cOCCUPY PARADE\u201d lungo le strade di Urbino. Dietro lo striscione \u201cFUORI DAI PALAZZI RIPRENDIAMOCI LE STRADE\u201d<\/strong>\u00a0si \u00e8 incamminato un corteo che aveva come tappe fondamentali i vari palazzi del potere locale contro cui si \u00e8 rivolta questa prima fase di mobilitazione.<\/p>\n<p>Il primo appuntamento \u00e8 stato<strong>\u00a0davanti alle sedi dell\u2019 ERSU e di Banche Marche<\/strong>\u00a0(la cui adiacenza \u00e8 emblematica ), i cui portoni sono stati \u201csigillati\u201d con<strong>\u00a0due striscioni: \u201cFUORI I SOLDI\u201d e \u201cNO AL GOVERNO DELLE BANCHE\u201d<\/strong>. Con questa azione simbolica abbiamo voluto denunciare la campagna congiunta sui prestiti fiduciari agli studenti, che aprir\u00e0 la strada all<strong>\u2019indebitamento studentesco<\/strong>, ennesima dimostrazione di come in questo paese il pubblico non solo viene progressivamente sostituito dal privato ma ne asseconda le logiche di profitto e le modalit\u00e0 gestionali. L\u2019ERSU (ente pubblico per il diritto allo studio marchigiano) riduce drasticamente le borse di studio (circa 1600 euro in meno a studente borsista) e<strong>\u00a0pubblicizza nei propri spazi i prestiti fiduciari di Banca Marche\u00a0<\/strong>( una societ\u00e0 privata).<\/p>\n<p>Arrivati<strong>\u00a0davanti al palazzo del Comune di Urbino<\/strong>\u00a0si \u00e8 invece ribadita l\u2019esigenza di spazi sociali e culturali dove poter valorizzare quella voglia di partecipazione e aggregazione che in una settimana di occupazione si \u00e8 ormai resa manifesta agli occhi di tutti, dalla cittadinanza alla comunit\u00e0 studentesca.\u00a0<strong>\u201cDATE SPAZIO AI NOSTRI BISOGNI\u201d<\/strong>\u00a0diceva lo striscione esposto fuori la sede dell\u2019amministrazione comunale, un segnale chiaro e deciso a chi amministra le politiche sociali, giovanili e culturali della citt\u00e0: ci siamo ripresi le strade e ci prenderemo anche gli spazi di cui abbiamo bisogno. Perch\u00e9 le citt\u00e0 sono di chi le vive e non di chi le amministra.<\/p>\n<p>Successivamente<strong>\u00a0il corteo \u00e8 giunto al Rettorato.<\/strong>\u00a0\u00c8 stato<strong>\u00a0\u201csigillato\u201d il portone\u00a0<\/strong>per contestare una pratica gestionale di stampo autoritario, che a pi\u00f9 riprese abbiamo denunciato, e che ci ha portato alla decisione di continuare le nostre lotte al di fuori di quel frustrante dialogo istituzionale che si \u00e8 dimostrato nei fatti sterile, infruttuoso e, a volte, controproducente.<strong>\u00a0Fuori da quei palazzi continueremo a vigilare sulla cattiva gestione di questo ateneo<\/strong>, gestione privatistica, in quanto relegata nelle mani di poche persone, che decidono in base a criteri personalistici e discrezionali della vita dell\u2019 intera comunit\u00e0 universitaria, rinchiusi nei loro uffici, senza alcuna trasparenza nei metodi e nei contenuti dei processi decisionali, che vengono, ottusamente imposti dall\u2019alto.\u00a0<strong>Sigillare la porta del rettorato (chiudendo dentro chi lo abita!) \u00e8 un gesto simbolico per ribadire che non vogliamo in alcun modo partecipare della deriva clientelare, autoreferenziale ed antilibertaria a cui \u00e8 condannato il nostro ateneo.<\/strong>\u00a0Essendo consapevoli delle scelte sbagliate gi\u00e0 prese e del declino a cui va incontro la citt\u00e0 di Urbino e la sua Universit\u00e0, avendo negli scorsi anni proposto soluzioni rimaste inascoltate, abbiamo deciso di lasciare unicamente a chi amministra, e gestisce la svendita dell\u2019 Universit\u00e0 pubblica sul territorio, le responsabilit\u00e0 politiche e sociali che ne seguiranno. Partecipare in modo propositivo alla gestione dell\u2019Universit\u00e0 significherebbe per noi accettare le logiche neo-liberiste, escludenti e feudali, che caratterizzano le linee guida all\u2019attuazione della legge Gelmini e che gi\u00e0 prima caratterizzavano il mondo universitario.<strong>\u00a0Partecipare \u201cin modo responsabile\u201d significherebbe esserne complici.<\/strong><\/p>\n<p>Emblematico, della situazione di decadenza intellettuale in cui versa l\u2019universit\u00e0 italiana (e sempre a proposito della gestione autoritaria dell\u2019Universit\u00e0), \u00e8 ci\u00f2 che accaduto<strong>\u00a0mercoled\u00ec 16 novembre nella facolt\u00e0 di Economia<\/strong>, durante la presentazione del libro \u201cGes\u00f9 di Nazareth\u201d di Papa Ratzinger a cui era presente il card. Bertone, segretario di Stato del Vaticano. Per la seconda volta ( era successo in occasione di un altro incontro \u2018ecclesiastico\u2019 in aprile)<strong>\u00a0\u00e8 stato preventivamente impedito l\u2019accesso agli studenti nei locali universitari, decretando ancora una volta come l\u2019Universit\u00e0 non sia pi\u00f9 un luogo di emancipazione e libera espressione<\/strong>. Particolarmente grave in quest\u2019occasione il comportamento del rettore e degli organizzatori che hanno deciso arbitrariamente chi a quell\u2019iniziativa poteva partecipare e chi no, impedendo, con l\u2019aiuto delle forze dell\u2019 ordine, che alcune studentesse del \u201cCollettivo Drude\u201d\u00a0 svolgessero, durante l\u2019iniziativa, \u00a0una pacifica attivit\u00e0 di volantinaggio, bloccandole preventivamente all\u2019ingresso, identificandole e impedendo loro di assistere ad un convegno organizzato con fondi pubblici e quindi aperto a tutti.<\/p>\n<p>Il corteo, scortato da uno spropositato dispiegamento di forze dell\u2019ordine, \u00e8 proseguito fra musica e interventi al megafono fino a<strong>\u00a0tornare in piazza della Repubblica<\/strong>. Dopo una sosta prolungata per riconfermare che<strong>\u00a0LA PIAZZA E\u2019 NOSTRA\u00a0<\/strong>abbiamo, rumorosamente, preso la strada in direzione del<strong>\u00a0Commissariato di Polizia di Urbino<\/strong>. Fermandoci davanti al posto di Polizia abbiamo<strong>\u00a0srotolato uno striscione con la scritta VERGOGNA<\/strong>, in riferimento a quanto avvenuto Gioved\u00ec 10 novembre nel quartiere-ghetto di Urbino denominato Ponte Armellina(Urbino 2) dove risiedono per lo pi\u00f9 migranti. Oltre 100 uomini delle forze dell\u2019ordine, con elicotteri e squadre cinofile, sono piombati nel quartiere circondandolo per 5 ore, perquisendo chiunque e ottenendo come risultato solo due piccole irregolarit\u00e0 amministrative. Tutto ci\u00f2 ha riacceso e ha ridato fiato, sulla stampa locale e nella cittadinanza locale, ad un forte senso di pregiuzio e discriminazione fino a giungere, in alcuni casi, a dichiarazioni assolutamente razziste e xenofobe. La comunit\u00e0 migrante, costituita da famiglie residenti e lavoratori, che abbiamo incontrato negli scorsi giorni, ha ribadito il diritto ad un\u2019altra cittadinanza ed ad un trattamento da parte delle istituzioni che metta da parte, una volta per tutte la criminalizzazione e la discriminazione.\u00a0<strong>Forti della convinzione che un\u2019altra cittadinanza \u00e8 possibile lo abbiamo gridato davanti al Commissariato, convinti che l\u2019integrazione si ottiene tramite l\u2019accoglienza e lo scambio culturale e non con le azioni di polizia mascherate (falsamente) da azioni di sicurezza cittadina!<\/strong><\/p>\n<p>Dal commissariato siamo ripartiti alla volta dei<strong>\u00a0Collegi Universitari<\/strong>\u00a0concludendo la giornata di mobilitazione con<strong>\u00a0concerti \u00a0e musica all\u2019 \u201cAnfiteatro \u2018liberato\u2019 del Tridente\u201d<\/strong>. La grande la partecipazione ci ha confermato la voglia di continuare sulla strada intrapresa, verso la riappropriazione di spazi di libera socialit\u00e0 e aggregazione.<\/p>\n<p><strong>Occupy Urbino non finisce qui<\/strong>, n\u00e9 voleva essere solo una settimana di accampata in piazza, bens\u00ec un punto di partenza, prima fase di una mobilitazione che vuole essere permanente. Occupy Urbino rimane nelle strade di questa citt\u00e0 e nelle facolt\u00e0 del nostro ateneo, nelle piazze e nelle assemblee, \u00a0perch\u00e9 riprendersi gli spazi significa farli vivere, difenderli, estenderli e farne laboratori di partecipazione. Occupy Urbino diventa un laboratorio cittadino di elaborazione e costruzione di soluzioni alternative alla marginalizzazione dei nostri bisogni e alla espropriazione del nostro futuro. Uno spazio di denuncia e conflitto finalizzato alla creazione di soluzioni alternative al disagio sociale generato da questa crisi, che noi non vogliamo subire!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FUORI DAI PALAZZI RIPRENDIAMOCI LE STRADE!<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0Le studentesse e gli studenti in mobilitazione<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 17 novembre in occasione dell\u2019 International students day, \u201cOCCUPY URBINO\u201d ha rilanciato la lotta con una giornata di mobilitazione per le vie della citt\u00e0. 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