{"id":41,"date":"2011-10-06T12:13:57","date_gmt":"2011-10-06T10:13:57","guid":{"rendered":"http:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/?p=41"},"modified":"2011-12-20T12:27:09","modified_gmt":"2011-12-20T11:27:09","slug":"41","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/?p=41","title":{"rendered":"QUESTA NON E&#8217; UN&#8217;ASSEMBLEA, QUESTO NON E&#8217; IL NOSTRO STATUTO!"},"content":{"rendered":"<p><em><em><strong><em><a href=\"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/files\/2011\/12\/291873_2498077257407_1417141202_32874436_1781042862_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/files\/2011\/12\/291873_2498077257407_1417141202_32874436_1781042862_n-300x210.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"210\" \/><\/a><\/em><\/strong><\/em>Questa mattina un gruppo di una ventina di studentesse e studenti dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino \u2018Carlo Bo\u2019 sono entrati in silenzio all\u2019interno dell\u2019aula magna della Facolt\u00e0 di Economia, dove era in corso l\u2019assemblea d\u2019ateneo convocata dal Rettore per comunicare al personale dell\u2019ateneo l\u2019operato della commissione per la revisione dello Statuto, e hanno distribuito un comunicato dal titolo \u2018Questa non \u00e8 un\u2019assemblea, questo non \u00e8 il nostro Statuto!\u2019 nel quale si denuncia l\u2019iter antidemocratico del processo di riscrittura dello Statuto e si delinea una nuova strategia per il movimento studentesco.<\/em><\/p>\n<p><em>Constata l\u2019impossibilit\u00e0 di collaborare in maniera costruttiva con questo Rettorato le studentesse e gli studenti si danno il compito di svelare le problematiche reali che vive la comunit\u00e0 studentesca al di l\u00e0 dei singoli provvedimenti normativi e delle forme di concertazione istituzionali. Portare avanti un lavoro di inchiesta e di denuncia che apra la strada ad azioni collettivamente determinate \u00e8 la strada che insieme abbiamo deciso di percorrere. Nel comunicato vengono inoltre aperti alcuni ambiti problematici che vorremmo approfondire rispetto all\u2019operato dell\u2019amministrazione: l\u2019offerta formativa e il servizio di assistenza disabili. Due questioni esemplificative della gestione complessiva dell\u2019ateneo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cChi ha scelto di agire il potere in maniera cos\u00ec autoreferenziale si assume una responsabilit\u00e0 che a lungo andare si riveler\u00e0 insostenibile. Noi lavoreremo affinch\u00e9 questa insostenibilit\u00e0 diventi evidente. Non saremo vostri complici. [\u2026] Il nostro autunno \u00e8 appena cominciato e la vostra crisi siamo noi!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Di seguito il comunicato distribuito questa mattina.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lo Statuto dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino non ci interessa.<\/strong>\u00a0Un\u2019affermazione difficile da sostenere per chi ha lottato contro la riforma Gelmini e la dismissione dell\u2019universit\u00e0 pubblica. Difficile anche alla luce del tentativo fatto dal movimento studentesco di ottenere l\u2019apertura di un processo realmente democratico all\u2019interno della nostra universit\u00e0. Ma, nonostante tutto, rimane l\u2019<strong>unica affermazione possibile<\/strong>\u00a0a questo punto.<\/p>\n<p>Questo statuto non ci interessa perch\u00e9 \u00e8 frutto di un<strong>\u00a0processo antidemocratico<\/strong>\u00a0e l\u2019assemblea d\u2019ateneo convocata solo ora dal Rettore non \u00e8 un\u2019assemblea perch\u00e9 non sar\u00e0 possibile in questa sede prendere alcuna decisione realmente condivisa.\u00a0<strong>Si tratta per il Rettorato di comunicare quanto \u00e8 stato deciso tra pochi<\/strong>, dando a questo momento la parvenza di uno spazio democratico. Quando lo scorso anno 500 tra studenti, dottorandi e ricercatori chiesero in un documento congiunto l\u2019inserimento in commissione statuto di una maggior rappresentanza studentesca e di rappresentanze per dottorandi e precari, le proposte formulate non vennero neanche prese in considerazione. I componenti della Commissione Statuto sono stati di fatto scelti dal Rettore e dai baroni pi\u00f9 influenti. In una situazione di questo tipo\u00a0<strong>una prassi di tipo emendativo risulta impercorribile anche per i pi\u00f9 volenterosi<\/strong>.<\/p>\n<p>Oggi sentiamo il bisogno di ricominciare ad occuparci dei\u00a0<strong>processi reali che stanno sconvolgendo il mondo della formazione ed il diritto allo studio<\/strong>\u00a0in questo paese ed in questa citt\u00e0. Discutere sui singoli articoli della riforma Gelmini o dello Statuto diventa un esercizio di stile che non ci interessa pi\u00f9. Alla riforma mancano i decreti attuativi, allo statuto i regolamenti, e comunque\u00a0<strong>nessuna di queste norme ci dice che fine far\u00e0 l\u2019universit\u00e0<\/strong>. Inoltre gli organi accademici di questo ateneo hanno gi\u00e0 scelto in diverse occasioni di non applicare norme presenti in statuti, regolamenti, leggi dello stato. Un esempio, tra i pi\u00f9 scandalosi, per tutti: nel vecchio statuto del nostro ateneo erano state inserite, per volont\u00e0 della componente studentesca, delle tutele specifiche per garantire alle studentesse e agli studenti disabili diritto allo studio, alla mobilit\u00e0 e alla piena integrazione (art. 1\u00a0 comma 8 e art. 4 comma 2). Queste tutele normative, che si sommano a quelle gi\u00e0 presenti nella legislazione nazionale, non solo non hanno mai raggiunto l\u2019obiettivo sperato, cio\u00e8 di implementare i servizi che l\u2019universit\u00e0 forniva alle persone con disabilit\u00e0, ma hanno palesato la loro inefficacia nel momento in cui l\u2019ERSU ha espresso la volont\u00e0 di non occuparsi pi\u00f9 del servizio di assistenza. Ad oggi l\u2019assistenza alle studentesse e agli studenti disabili rimane un problema aperto di cui diremo pi\u00f9 sotto.\u00a0<strong>Articoli, commi ed articolati normativi hanno palesato la loro astrattezza, le lotte per i diritti la loro concretezza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Per quale ragione interveniamo quindi in questa occasione? Per dichiarare pubblicamente la nostra strategia<\/strong>\u00a0rispetto a quanto sta accadendo nel mondo universitario in generale e nel nostro ateneo in particolare. Non ci lasceremo pi\u00f9 ingannare dalle finzioni concertative. Non apriremo nessun tavolo e non parteciperemo ad alcuna<em>governance<\/em>\u00a0(in italiano\u00a0<em>cupola<\/em>).\u00a0<strong>Chi ha scelto di agire il potere in maniera cos\u00ec autoreferenziale si assume una responsabilit\u00e0 che a lungo andare si riveler\u00e0 insostenibile. Noi lavoreremo affinch\u00e9 questa insostenibilit\u00e0 diventi evidente. Non saremo vostri complici.<\/strong>\u00a0Per fare questo ci impegneremo in un lavoro di inchiesta e di denuncia. Mostreremo il Re nudo, incapace di gestire i servizi minimi, di \u00a0garantire la didattica e di dare spazio alla ricerca. Quando lo riterremo necessario costruiremo collettivamente azioni dirette che incidano immediatamente sulla condizione studentesca.<strong>Daremo corpo all\u2019indignazione (<\/strong>leggi\u00a0<strong>incazzatura!) che cova in una comunit\u00e0 impoverita<\/strong>, come quella accademica sicuramente ci appare.<\/p>\n<p><strong>L\u2019universit\u00e0 viene normalmente considerata il futuro di un paese.<\/strong>\u00a0Da quanto emerge dal processo attraverso il quale si \u00e8 arrivati a questa assemblea d\u2019ateneo ed all\u2019attuale formulazione dello statuto risulta evidente quanto preoccupante sia questo futuro. Corporativismo, cooptazioni e assenza di un dibattito pubblico serio e trasparente sono le principali caratteristiche che condannano\u00a0<strong>un sistema che ha perso le sue capacit\u00e0 di progettazione e non riesce pi\u00f9 a rappresentare una speranza per i giovani<\/strong>. Se per noi \u00e8 evidente la dismissione dell\u2019universit\u00e0 pubblica, per qualcuno questo momento si sta rivelando un\u2019occasione.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 vero che il processo di dismissione dell\u2019universit\u00e0 colpisce tutti allo stesso modo.<\/strong>\u00a0Questa \u00e8 la prima denuncia che va fatta. Il corpo universitario non \u00e8 compatto, l\u2019universit\u00e0 pauperizzata \u00e8 un campo di battaglia. Uno sguardo all\u2019offerta formativa della Carlo Bo pu\u00f2 dare l\u2019idea di quanto sta accadendo: rispetto all\u2019a.a. 2005\/2006, anno in cui si conclude la fase di proliferazione dei corsi di laurea, oggi\u00a0<strong>il numero dei corsi attivati dall\u2019universit\u00e0 di Urbino si \u00e8 dimezzato<\/strong>, nonostante il Rettorato si ostini a mentire. Il problema qui non riguarda solo la riduzione dei corsi, ma il fatto che chiusure e accorpamenti non sembrano assolutamente rispondere a criteri didattici o scientifici. La tanto decantata \u2018razionalizzazione\u2019 si sta risolvendo in una\u00a0<strong>spartizione tra\u00a0 poteri accademici<\/strong>\u00a0che si gioca tutta all\u2019interno dei \u2018nuovi\u2019 dipartimenti (guidati da \u2018vecchi\u2019 baroni) in gurera tra loro, dove gli studenti non hanno alcuna voce in capitolo e la qualit\u00e0 dei saperi va via via regredendo. Continueremo ad indagare il danno culturale\u00a0 causato dalla chiusura di corsi come quello di filosofia e in parallelo costruiremo, all\u2019interno degli spazi che abbiamo conquistato in questi anni (C1Autogestita e Anfiteatro Liberato del Tridente),<strong>seminari interdisciplinari di autoformazione che rappresentino un\u2019alternativa a questa universit\u00e0 in decadenza. Meritiamo di meglio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Questa universit\u00e0 ad oggi non \u00e8 nemmeno in grado di accogliere degnamente persone con disabilit\u00e0.<\/strong>\u00a0Questa seconda accusa che muoviamo a chi guida la nostra universit\u00e0 non \u00e8 strumentale, ma nasce all\u2019interno di lotte ed esperienze studentesche che ad Urbino proseguono da diversi anni. Nonostante vi siano, come accennavamo sopra, svariate disposizioni normative volte a garantire pari diritti e pari dignit\u00e0 alle persone con disabilit\u00e0, oggi queste ultime si vedono di fatto discriminate all\u2019interno del nostro ateneo. Il tavolo di concertazione sull\u2019assistenza alle persone con disabilit\u00e0, aperto lo scorso anno dopo le proteste studentesche, non sembra esser stato formato per essere risolutivo rispetto delle problematiche che viveva il\u00a0<strong>servizio di assistenza dell\u2019ERSU, di fatto autogestito dagli studenti ma sottoposto a costante minaccia di esternalizzazione<\/strong>\u00a0(con tutte le conseguenze che quest\u2019ultima avrebbe comportato in termini di distruzione del livello di integrazione raggiunta e di probabile medicalizzazione del servizio), ma per ridurlo ai minimi termini e\u00a0<strong>distruggere quella realt\u00e0 sociale formata da disabili e assistenti che negli anni ha dato tanto a questa citt\u00e0 e a questa universit\u00e0.<\/strong>\u00a0Quest\u2019anno sono circa la met\u00e0 i disabili che avranno l\u2019assistenza a seguito\u00a0 dell\u2019introduzione, da parte della commissione disabilit\u00e0, dei nuovi criteri di idoneit\u00e0 (pi\u00f9 restrittivi anche per gli assistenti). Una studentessa o uno studente disabile per avere l\u2019assistenza in questo ateneo deve avere lo stesso reddito di un idoneo alla borsa di studio, altrimenti deve provvedere la famiglia. La nuova commissione medica ha negato l\u2019assistenza a due studenti rispettivamente con il 75 e l\u201980 per cento di invalidit\u00e0 certificata. I tre studenti disabili iscritti all\u2019accademia di Belle Arti non avranno l\u2019assistenza perch\u00e9 manca un accordo tra le varie istituzioni. E in tutto questo l\u2019universit\u00e0 non ha ancora elaborato il bando per i tutor didattici. Risultato:\u00a0<strong>il servizio di assistenza non c\u2019\u00e8 anche se studentesse e studenti sono gi\u00e0 arrivati e l\u2019assistenza viene garantito dai rapporti di amicizia, dalla solidariet\u00e0 e dal volontariato di altri studenti.<\/strong>\u00a0A breve produrremo un\u2019analisi dettagliata del percorso affrontato in questi ultimi anni dai disabili ad Urbino, ora ci premeva segnalare l\u2019indecenza di una situazione di questo tipo, frutto di scelte che non hanno tenuto conto delle proposte che provenivano dal basso.<\/p>\n<p>Chiudiamo annunciando la convocazione di un\u2019<strong>assemblea generale studentesca per mercoled\u00ec 12 ottobre alle ore 21 presso l\u2019Anfiteatro Liberato del Collegio Tridente<\/strong>. Riapriremo in quella sede alcune delle problematiche che colpiscono la comunit\u00e0 studentesca: lo \u2018snellimento\u2019 a cui sono sottoposte le borse di studio e l\u2019inserimento di procedure di indebitamento studentesco, l\u2019incertezza riguardo il futuro della convenzione sul trasporto degli studenti (anche di quelli disabili) che rischia di scomparire da gennaio, la condizione degli alloggi e il regolamento abitativo, l\u2019aumento del costo della mensa e la qualit\u00e0 del servizio e tutto quanto emerger\u00e0 nella discussione.<\/p>\n<p><strong>Il nostro autunno \u00e8 appena cominciato e la vostra crisi siamo noi!\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><strong><em>Le studentesse e gli studenti in mobilitazione<\/em><\/strong><\/p>\n<div><em><strong><br \/>\n<\/strong><\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa mattina un gruppo di una ventina di studentesse e studenti dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino \u2018Carlo Bo\u2019 sono entrati in silenzio all\u2019interno dell\u2019aula magna della Facolt\u00e0 di Economia, dove era in corso l\u2019assemblea d\u2019ateneo convocata dal Rettore per comunicare &hellip; <a href=\"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/?p=41\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1908,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[13,12],"class_list":["post-41","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-comunicati","tag-statuto","tag-universita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1908"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47,"href":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41\/revisions\/47"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}