{"id":88,"date":"2011-11-10T15:44:57","date_gmt":"2011-11-10T14:44:57","guid":{"rendered":"http:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/?p=88"},"modified":"2011-12-21T01:50:42","modified_gmt":"2011-12-21T00:50:42","slug":"senza-di-noi-urbino-muore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/?p=88","title":{"rendered":"SEnza di noi URBINO MUORE"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/files\/2011\/12\/325110_235040699891637_100001571270282_647780_1578042183_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/files\/2011\/12\/325110_235040699891637_100001571270282_647780_1578042183_o-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"240\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: Georgia, serif;font-size: small\">Come studentesse e studenti dell\u2019Universit\u00e0 \u201cCarlo Bo\u201d di Urbino riteniamo necessario affermare la centralit\u00e0 della comunit\u00e0 studentesca in una citt\u00e0 che regge la propria vita economica sull\u2019universit\u00e0 e su chi la vive. Gli studenti pagano gli affitti, consumano nei bar, nei supermercati, nelle librerie, usufruiscono dei trasporti, ecc; per garantirsi una vita dignitosa durante il proprio corso di studi lavorano, qui e altrove, contribuendo cos\u00ec alla vita economica del territorio.\u00a0<\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: Georgia, serif;font-size: small\">Moltissimi studenti dunque, oltre a studiare, vivono la citt\u00e0 nel suo complesso, come persone.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<strong>Il problema nasce nel momento in cui a questa \u201cpartecipazione tutta economica\u201d non corrisponde una altrettanto ricca partecipazione al tessuto relazionale e sociale della citt\u00e0.\u00a0<\/strong>Con ci\u00f2 ci riferiamo all\u2019assenza di qualsiasi politica attiva di integrazione della comunit\u00e0 studentesca, al paradosso di un \u201ccitt\u00e0 campus\u201d in cui nulla \u00e8 pensato per gli studenti, ad una citt\u00e0 in cui l\u2019offerta culturale e relazionale rivolta a noi studenti rimane, mestamente, affidata alla frequentazione di bar e locali privati.<\/p>\n<p>Altra nota dolente \u00e8 che, in questo nulla, l\u2019unico atteggiamento da parte dell\u2019amministrazione e della cittadinanza \u00e8 la criminalizzazione e la denigrazione della figura dello studente tramite campagne a mezzo stampa e azioni repressive per mezzo delle forze dell\u2019ordine<strong>. Prendiamo parola in questo momento per far fronte all\u2019accanimento che negli ultimi tempi viene rivolto alla comunit\u00e0 studentesca da parte di giornali, amministrazione e dalle autorit\u00e0 di pubblica sicurezza.<\/strong>\u00a0Il gioved\u00ec sera la piazza viene presidiata da digos, carabinieri, guardia di finanza e camionette del reparto celere (senza oltretutto ottenere risultati che giustifichino tale dispiego di forze), sui giornali si punta il dito contro i \u201cturbolenti studenti dell\u2019ateneo urbinate\u201d, l\u2019amministrazione non fa nulla per promuovere spazi di aggregazione alternativi alla solita piazza del gioved\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Non accetteremo la militarizzazione della citt\u00e0 e dei nostri spazi, che vanno invece estesi, tutelati e fatti rivivere.\u00a0<\/strong>Non esiste in citt\u00e0 nessuno spazio dedicato alla possibilit\u00e0 di esprimere il nostro valore aggiunto per questo territorio. Non esistono politiche sociali atte al coinvolgimento degli studenti nella vita culturale della citt\u00e0. Non esistono strutture sportive pubbliche e liberamente accessibili n\u00e8 spazi espositivi per i giovani artisti. Non esistono bacheche pubbliche a disposizione degli studenti e non esiste la possibilit\u00e0 di poter usufruire gratuitamente dei locali comunali per svolgere le svariate attivit\u00e0 sociali, culturali e politiche che coinvolgono la comunit\u00e0 studentesca oltre gli orari di chiusura dei locali universitari.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 che intendiamo portare avanti non \u00e8 quindi un discorso meramente economico ma riguarda la messa in discussione di quel rapporto studenti-citt\u00e0 che negli anni si \u00e8 andato sempre pi\u00f9 sterilizzando, riducendo la comunit\u00e0 studentesca a semplice utente del \u201cprodotto universit\u00e0\u201d.<\/strong>\u00a0Tempo fa il rettore esprimeva pubblicamente, su tutti i quotidiani locali, soddisfazione per l\u2019aumento delle immatricolazioni e ne assegnava i meriti alla qualit\u00e0 dell\u2019offerta formativa. Il dato sar\u00e0 anche importante ma sappiamo benissimo che ad una seria e scientifica offerta formativa l\u2019ateneo urbinate ha rinunciato da tempo. Insomma, il marketing forse funziona ma le bugie hanno le gambe corte. La chiusura di dodici corsi di laurea e la scomparsa di ogni prospettiva lavorativa qui ad Urbino (dentro e fuori l\u2019universit\u00e0) una volta completati gli studi ne sono la riprova.<\/p>\n<p><strong>A questa delicata situazione si aggiunge l\u2019aggravarsi delle condizioni materiali degli studenti. Con l\u2019irrompere\u00a0 della crisi e delle politiche di austerity che ne sono conseguite, il vissuto studentesco \u00e8 segnato dalla perdita progressiva di servizi e diritti garantiti fino a qualche tempo fa.<\/strong><\/p>\n<p>Il taglio alle borse di studio, che l\u2019anno scorso ha riguardato il 50 % degli aventi diritto continua quest\u2019anno a far sentire il proprio peso. Se \u00e8 vero che tutte le richieste verranno soddisfatte con la copertura dei servizi di vitto e alloggio \u00e8 altres\u00ec vera la scomparsa della parte di borsa che veniva erogata in contanti, prevista fino ad un anno fa nel bando per i borsisti. Si tratta di circa 1500 euro letteralmente tolti dalle tasche degli aventi diritto.<strong>L\u2019ERSU si fa promotore di una gestione aziendale del diritto allo studio e le borse di quest\u2019anno sono nient\u2019altro che un tentativo malcelato di sedare la protesta sul nascere, considerato che si tratta\u00a0 di un diritto garantito a met\u00e0, quindi un diritto non garantito.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alla progressiva riduzione dei finanziamenti per il diritto allo studio si associa poi la campagna di Banca Marche sui prestiti fiduciari (sponsorizzata paradossalmente dall\u2019ERSU).<\/strong>\u00a0Questi prestiti sono il primo passo verso l\u2019indebitamento studentesco, ottima sintesi di un paese allo sbando in cui l\u2019unica possibilit\u00e0 che viene offerta ai giovani \u00e8 quella di diventare \u201cimprenditori di se stessi\u201d in un deserto di opportunit\u00e0. Va da se che in un periodo in cui il lavoro tutelato e garantito \u00e8 sempre pi\u00f9 un miraggio si tratta di un investimento a perdere. Esempi del disastro sociale che questi prestiti producono per le nuove generazioni ne abbiamo diversi, sia nei paesi anglosassoni dove questo sistema ha gi\u00e0 fallito, ma anche, pi\u00f9 recentemente, nei paesi latinoamericani, Cile su tutti.\u00a0<strong>Vergognosa appare la posizione dell\u2019ERSU e dei suoi dirigenti, che dimenticano quale sia il ruolo di enti pubblici e di amministratori della cosa pubblica.\u00a0<\/strong>Promuovere una campagna di indebitamento studentesco gestita da Banca Marche, che rappresenta esclusivamente interessi privati, significa tradire il proprio mandato pubblico.<\/p>\n<p><strong>Emblematiche della condizione del diritto allo studio e dell\u2019accoglienza in questa citt\u00e0 sono poi la questione dei disabili e quella dei trasporti.<\/strong>\u00a0A ricevere l\u2019assistenza saranno la met\u00e0 dei disabili che ne usufruivano lo scorso anno, e diversi di questi studenti sarebbero impossibilitati a proseguire gli studi dignitosamente se non fosse per quell\u2019assistenza fornita a titolo di volontariato dagli studenti che si sono occupati in questi ultimi anni della questione disabilit\u00e0. Per quanto riguarda i trasporti la convenzione che permetteva di usufruire di prezzi agevolati \u00e8 saltata per volont\u00e0 di Adriabus, di cui il comune \u00e8 azionista di maggioranza. Diverse linee e corse saranno soppresse ed ancora una volta a pagarne le maggiori conseguenze saranno le fasce pi\u00f9 deboli della comunit\u00e0 studentesca.<\/p>\n<p>Queste le nostre ragioni. Queste le rivendicazioni che da tempo portiamo avanti e dalle quali quest\u2019anno vogliamo ripartire. Le dinamiche di emergenza sociale stanno investendo il paese: il dilagare di un precariato che investe la maggior parte della nostra generazione divenuto gi\u00e0 status quo, l\u2019annullamento dei diritti sindacali conquistati in anni di lotte, la perdita di ogni sovranit\u00e0 e autonomia decisionale sulle questioni economiche e sociali del paese. I problemi sopra elencati ne sono un riflesso immediato ed un segnale allarmante.\u00a0<strong>Su queste dinamiche vogliamo aprire un dibattito pubblico e partecipato, fuori da quei palazzi in cui siamo stati ripetutamente presi in giro e dove si \u00e8 dimostrata l\u2019inadeguatezza della classe dirigente rispetto alle pi\u00f9 elementari rivendicazioni dei movimenti sociali, stabilendo di fatto il fallimento di ogni pratica concertativa. Pertanto intendiamo costruire un\u2019alternativa partendo dalla riappropriazione delle piazze e delle strade, costruendo pratiche politiche che sappiano coinvolgere studenti e cittadinanza in una mobilitazione permanente contro la deriva neoliberista travestita da misure anticrisi che minaccia lo stato sociale del paese e a difesa di questo territorio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>SENZA DI NOI URBINO MUORE<\/strong><\/p>\n<p><strong>SENZA DIRITTI NON C&#8217;E&#8217; DEMOCRAZIA<\/strong><\/p>\n<p><em>Le studentesse e gli studenti di Urbino in mobilitazione<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/files\/2011\/11\/384975_102678949848006_100003177034645_11472_946372101_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/c1autogestita.noblogs.org\/files\/2011\/11\/384975_102678949848006_100003177034645_11472_946372101_n.jpg\" alt=\"\" width=\"403\" height=\"269\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><em><br \/>\n<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Come studentesse e studenti dell\u2019Universit\u00e0 \u201cCarlo Bo\u201d di Urbino riteniamo necessario affermare la centralit\u00e0 della comunit\u00e0 studentesca in una citt\u00e0 che regge la propria vita economica sull\u2019universit\u00e0 e su chi la vive. 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